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Sesto, mesi dopo il fallimento della Ginori nessuna traccia della cassa integrazione

Denuncia dei Cobas, che chiedono tempi brevi all'Inps, perchè i lavoratori sono allo stremo ed è scaduto anche il prestito attivato attraverso Fidi Toscana per l'anticipazione della CIGS

“L'Inps faccia quello che deve fare si dia un mossa e basta”. Questa è la frase che chiude la nota stampa dei Cobas della Ginori, che denunciano come a distanza di otto mesi, la firma tempestiva del decreto sblocca cassa integrazione ancora non un euro è arrivato ai lavoratori.

Tutto è iniziato il 7 gennaio quando il tribunale di Firenze decretò il fallimentto di Richard Ginori, “e da quel giorno i lavoratori della manifattura sestese sono stati messi in cassa integrazione straordinaria e aspettano”.

Una situazione pesante e che sta diventando sempre più difficile come spiega la nota “è' una vergogna ed è assolutamente intollerabile che dei lavoratori che hanno perso il lavoro debbano aspettare otto mesi perchè l'INPS provveda a versare l'integrazione della CIGS. E ancora non sappiamo quando la Cassa Integrazione verrà pagata. Non capiamo dove sia il problema. Prima mancava la firma del decreto da parte del Ministero del Lavoro, ora la firma è arrivata ma dei soldi ancora nessuna traccia”.

Ad aggravare tutto c'è il fatto che da circa due mesi è scaduto il prestito attivato da Fidi Toscana per l'anticipazione della CGIS e ormai i lavoratori non possono contare più su nessun reddito.

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“Con l'aggiunta della beffa - continuano i Cobas - che le banche che avevano attivato il fido cominciano a fare pressioni per la restituzione. Come per i lavoratori della Richard Ginori sono migliaia i lavoratori che stanno aspettando l'integrazione degli ammortizzatori sociali. Questo è uno dei tanti esempi della situazione drammatica in cui versa il paese”

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