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Sesto Fiorentino, case per le giovani coppie: metà degli alloggi da completare

L'assessore Soldi: "Quell'area purtroppo risente del periodo difficile che l'edilizia sta attraversando"

Non si vede la fine della lunga storia dell'insediamento residenziale PL1-PL 13 a Sesto Fiorentino. Terreni privati, gestiti da società e cooperative edili private, interessati da interventi importanti che dovevano diventare il luogo di abitazioni per giovani coppie. Una situazione in cui l'amministrazione comunale attuale, come quella precedente, si trova con le mani legate.

“Tutta l'area di viale Pasolini, quella davanti all'Ipercoop - spiega l'assessore all'urbanistica del Comune di Sesto Fiorentino Maurizio Soldi - è interessata da interventi importanti. Sia nella precedente amministrazione che in quella attuale il luogo era pensato per le giovani coppie dove per lo meno si permetteva di avviare un percorso che, se anche non era la casa di tutta la vita, comunque dava una risposta ad un certo tipo di richiesta. Quello che ci tengo a sottolineare è che l'insediamento è tutto totalmente privato. Non è un insediamento dove l'amministrazione comunale ha messo a disposizione i terreni ed ha contribuito in qualche maniera. In tutta l'area solo due edifici sono dell'amministrazione comunale e rimangono tali, realizzati da Casa Spa, dove a luglio e a novembre abbiamo già consegnato alloggi di edilizia popolare”.

Nel progetto iniziale erano previsti tra i 650 ed i 700 alloggi, diverse opere di urbanizzazione come giardini, strade e altri interventi. Alcune cooperative hanno già consegnato le case, ma circa la metà resta da completare.

“Quell'area purtroppo – continua l'assessore Soldi – risente del periodo difficile che l'edilizia sta attraversando. Stiamo parlando di imprese fallite, la Margheri, la Baldassini Tognozzi e Pontello e la Cepa. Teniamo presente che la storia dell'insediamento di Margheri è finita sulla trasmissione Report di Rai 3 perché era il primo insediamento abitativo con le nuove normative sul risparmio energetico totalmente auto sufficienti”.

Un prezzo alto pagato da persone che per comprarsi la casa si sono indebitati, hanno chiesto prestiti aperto mutui, dato caparre ed adesso è tutto bloccato.

“Noi come amministrazione comunale, – spiega Soldi – visto che si tratta di insediamento privato, possiamo solo impegnarci a completare i nostri lotti e pretendere che le opere di urbanizzazione che i lottizzanti dovevano realizzare siano portate a termine. Alcune cooperative hanno già consegnato le case. Per esempio, non voglio fare pubblicità a nessuno, gli alloggi di Unica sono stati consegnati, come quelle di altre cooperative private. Non è un'area disabitata ad eccezione degli alloggi dell'amministrazione comunale ci sono anche altri insediamenti”.

Durante la chiacchierata, l'assessore Soldi racconta anche di altri due terreni di proprietà di Cepa dove dovevano essere costruiti due alberghi e che adesso sono lì vuoti. La ditta aveva anche già versato la prima quota degli oneri di urbanizzazione.

“La preoccupazione dell'amministrazione comunale - sottolinea l'assessore Soldi - in questo momento è la realizzazione delle opere di urbanizzazione. Per adesso abbiamo preso in carico per lotti funzionali nel PL13, quello vicino alla Baxter, perché potevamo escutere gran parte delle polizze, una buona parte di opere era stata fatta e quindi abbiamo dato l'incarico e pagato l'impresa che doveva completare le opere”.

Attualmente l'amministrazione sta cercando di escutere anche le polizze del PL1, i terreni vicini all'Ipercoop, ma la cosa è più complicata perché anche se con molta fatica la ditta sta completando, parti di opere di urbanizzazione.

“Quello che rimane è un opera importante – rimarca Soldi - sulla quale noi abbiamo già avviato le procedure di escussione e cioè la realizzazione della scuola materna e nido della Zambra per il valore di oltre 3 milioni di euro. Questa è una carenza per i cittadini perché doveva già essere realizzata”.

Oltre a questo l'assessore ci spiega anche il motivo per cui il Comune non può fare nulla.

“Ad oggi noi non possiamo intervenire su nulla perché c'è un giudice che stabilisce chi fa cosa e quando. E' sempre un terreno privato. Dobbiamo aspettare che il giudice si pronunci ed augurarsi che quello scheletro e gli appartamenti finiti al 98% restino in buono stato. Per adesso rimane tutto lì finché i terreni non vengono rimessi sul mercato, ma è un ragionamento che dovranno fare prima o poi”.

A complicare una situazione non certo facile è il fatto che sono più giudici a dover decidere. Per alcune aziende è competente il Foro di Prato, mentre per altre quello di Firenze e per una anche quello di Pontassieve.

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